Coaching

Coaching

Quando il punto non è trovare subito una risposta, ma fare spazio alla domanda giusta.

Il coaching è uno spazio professionale di riflessione e azione.

Può essere utile quando qualcosa sta cambiando, quando una decisione resta sospesa o quando continui a fare ciò che hai sempre fatto, ma non riconosci più il motivo per cui lo fai.

Non ti consegna una strada già tracciata. Ti permette di osservare meglio quella su cui ti trovi, capire che cosa conta e scegliere il passo successivo con maggiore consapevolezza.

Che cos'è il coaching

Il coaching è una relazione professionale fondata su un accordo chiaro, sulla responsabilità reciproca e sulla fiducia nelle risorse della persona.

Attraverso domande, ascolto, osservazione e strumenti di lavoro, crea uno spazio in cui puoi:

  • mettere a fuoco ciò che sta accadendo;
  • riconoscere valori, bisogni e priorità;
  • osservare pensieri, emozioni e comportamenti;
  • distinguere ciò che dipende da te da ciò che non puoi controllare;
  • trasformare una nuova consapevolezza in scelte e azioni concrete.

Il coach non decide al posto tuo e non conosce in anticipo la risposta corretta. Presidia il processo, affinché tu possa costruire una risposta che sia davvero tua.

Il coach presidia il processo. La risposta resta tua.

Che cosa non è

Non è terapia

Il coaching non diagnostica e non tratta disturbi psicologici o condizioni cliniche. Non sostituisce la psicoterapia, l'assistenza sanitaria o altri interventi professionali. Quando emerge un bisogno che esce dal perimetro del coaching, è responsabilità del coach segnalarlo e, se necessario, invitare la persona a rivolgersi a una figura professionale adeguata.

Non è consulenza

Il coach non analizza il problema per indicarti la soluzione migliore e non decide che cosa dovresti fare.

Non è mentoring

Non propone di replicare il percorso o l'esperienza del coach. Il lavoro parte dalla tua esperienza, dalle tue risorse e dal contesto in cui ti trovi.

Non è una conversazione senza direzione

Il percorso parte da un accordo sugli obiettivi, viene verificato nel tempo e richiede una partecipazione attiva. Le consapevolezze diventano utili quando iniziano a produrre scelte e azioni osservabili.

Quando rivolgersi a un coach

Il coaching può essere utile quando:

  • stai attraversando una transizione personale o professionale;
  • devi prendere una decisione importante e continui a girarle intorno;
  • sai che cosa fai, ma non riconosci più il perché;
  • vuoi cambiare qualcosa senza buttare all'aria tutto ciò che funziona;
  • senti una distanza crescente tra ciò che fai e ciò che per te conta;
  • vuoi riconoscere e modificare un comportamento ricorrente;
  • hai un obiettivo, ma fatichi a trasformarlo in un piano sostenibile;
  • stai assumendo un nuovo ruolo o una nuova responsabilità;
  • cerchi uno spazio in cui pensare senza ricevere soluzioni preconfezionate;
  • vuoi tradurre ciò che hai compreso in decisioni che tengano nella realtà quotidiana.

Il coaching non richiede che tutto sia già chiaro. Richiede, però, la disponibilità a osservare con sincerità ciò che sta accadendo e ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

Come lavoro

Ciò che pensi

Le interpretazioni, le convinzioni e le domande attraverso cui stai leggendo la situazione.

Ciò che senti

Le emozioni come informazioni: non ostacoli da eliminare, ma segnali da imparare a leggere.

Ciò che scegli

Le decisioni, i comportamenti e le azioni con cui puoi iniziare a dare forma al cambiamento.

Non si tratta di trovare una formula perfetta. Si tratta di ritrovare il filo e verificare come regge nelle scelte concrete.

Il perimetro professionale

Sono Coach ACC ICF e svolgo la mia attività nel rispetto delle competenze professionali e del Codice Etico ICF.

Questo significa, tra le altre cose:

  • definire con chiarezza obiettivi, modalità e confini del percorso;
  • tutelare la riservatezza di ciò che emerge;
  • rispettare autonomia, identità e libertà di scelta della persona;
  • evitare promesse di risultati predeterminati;
  • riconoscere i limiti delle mie competenze;
  • ridefinire o interrompere il percorso quando il coaching non è più lo strumento appropriato;
  • suggerire il ricorso ad altre figure professionali quando la situazione lo richiede;
  • gestire con trasparenza eventuali conflitti di interesse.

Il primo colloquio serve anche a verificare questo: non soltanto se vuoi iniziare un percorso, ma se il coaching è lo spazio adatto alla domanda che stai portando.

Come si comincia

1

Ci sentiamo

Un primo confronto ci permette di capire che cosa stai cercando e se il coaching è lo strumento adeguato.

2

Definiamo l'accordo

Chiariremo obiettivi, modalità, durata indicativa, responsabilità reciproche, riservatezza e condizioni economiche.

3

Iniziamo il percorso

Durante gli incontri lavoreremo su ciò che emerge, verificando nel tempo consapevolezze, scelte e passi concreti.

Prenota un primo confronto

Un primo colloquio per capire se il coaching è lo spazio giusto per la domanda che stai portando.

Domande frequenti

Devo avere già un obiettivo preciso?+
Non necessariamente. A volte il primo obiettivo del percorso è proprio comprendere quale sia la questione su cui vale la pena lavorare. Deve però esserci una disponibilità reale a esplorare e agire.
Il coach mi dirà che cosa devo fare?+
No. Il coach può formulare osservazioni, porre domande, restituire ciò che ascolta e proporre strumenti coerenti con l'accordo. La scelta resta tua.
Il coaching è riservato?+
Sì, entro i limiti previsti dall'accordo professionale e dalla normativa applicabile. Modalità e confini della riservatezza vengono chiariti prima dell'inizio.
Come capisco se mi serve un coach o un altro professionista?+
Non devi stabilirlo da solo. Il primo confronto serve anche a valutare l'appropriatezza del coaching. Se la domanda richiede competenze diverse, te lo dirò con chiarezza.
Quanto dura un percorso?+
Dipende dalla domanda, dagli obiettivi e dall'accordo iniziale. Durata e frequenza vengono definite insieme e verificate durante il percorso.